Invariabilmente contrassegnato dal connubio di espressività e precisione, il vasto repertorio pianistico di Célimène Daudet spazia da versioni maestosamente pacate delle fughe di Bach a intense incisioni di giganti del ’900 come Messiaen e Debussy. Il DNA diviso tra Francia e Haiti allarga tuttavia la prospettiva musicale della solista anche a livello geografico, offrendo lo spunto per sguardi in profondità su un panorama compositivo spesso trascurato, che viene invece esplorato con la stessa sensibilità per le sfumature normalmente utilizzata nell’approccio ai canoni della classica europea.