Il bianco e nero del piano si trasforma in un caleidoscopio cromatico nei tocchi di Anna Gourari, che rende ogni interpretazione un’espressione complessa. Dal debutto di fine millennio, il confronto con i classici si alterna all’esplorazione di strade meno battute, mentre l’opera di Chopin diventa abituale terreno d’indagine in cui disseminare indizi ritmici e sonori che ne evidenziano i tratti emotivi. L’attenzione al lavoro di Medtner e alle visioni di Prokofiev rivela una peculiare attenzione ai russi, che si accompagna al gusto per l’enfasi posta su dettagli solitamente sfuggenti.