Nei reami sonori dipinti al pianoforte da Federico Albanese ci si può smarrire dietro un pensiero o un'immagine. Fin dal debutto solista del 2014, il compositore milanese ha usato elettronica, pop e classica contemporanea per cercare l'astrazione e l'impressione del reale. I suoi arpeggi intrecciati alla maniera minimalista sono sostenuti talvolta da drum machine e synth, talvolta accompagnati da una voce o da un'orchestra. Pur immerse in una tonalità minore o nell'ossessione di un loop, le sue pagine sono un dolce sognare fra progressioni trasognate e tocchi delicatissimi.