Il compositore e direttore d’orchestra, William Levi Dawson, è per lo più apprezzato per gli arrangiamenti corali degli spiritual, ma ha avuto successo con l’auto-intitolato Negro Folk Symphony, un lavoro che trasmette in maniera eloquente l’angoscia di persone strappate dal proprio paese d’origine, e che finisce con un senso di speranza e positività.
Dawson era uno dei tanti musicisti neri d’America cha hanno seguito le orme del compositore ceco Antonín Dvořák il quale, intorno agli anni ’40, ha spinto i compositori americani a trovare il proprio stile nazionale attingendo alle melodie del folk tradizionali nero e nativo-americano. Prendendo spunto dalle parole di Dvořák e dal suo “New World Symphony”, Dawson ha composto la sinfonia che ha stregato il pubblico di Philadelphia alla premiere del 1934 e ha dato al direttore Leopold Stokowski l’opportunità di presentarla una seconda volta al Carnegie Hall.
Dawson era già stato apprezzato per i suoi numerosi arrangiamenti corali di spiritual, le cui armonie espressive derivavano dal canto dei lavoratori neri americani e dei loro antenati schiavizzati. “Ezekiel saw de Wheel” (1942), un’opera composta qualche tempo dopo il successo della sua sinfonia, è uno dei suoi migliori arrangiamenti, con uno suo stile esuberante e la varietà di trame corali. Dawson a quel punto aveva già fondato la School of Music al Tuskegee Institute (ora Tuskegee University) e aveva trasformato il coro già affermato dell’istituto in un ensemble di tale eccellenza che fu invitato a esibirsi nel 1933 alla grande inaugurazione del Radio City Music Hall di New York City. Diresse anche il coro alla Carnegie Hall e alla Casa Bianca.
Dawson viaggiò molto all’estero sia come acclamato direttore di coro che come ricercatore. Da dicembre 1952 a febbraio 1953,viaggiò in l’Africa occidentale con un registratore a nastro e realizzò più di 140 registrazioni di musica popolare indigena. Facendo riferimento a questo materiale, rivide la sua Folk Symphony, aggiungendo alcuni autentici ritmi africani al suo primo movimento, che puoi ascoltare nella registrazione presente nella playlist.