Cresciuta nel segno del romanticismo tedesco, alla fine dell'800 Ethel Smyth ha debuttato con le composizioni per orchestra, inaugurando un eclettico percorso destinato a estendersi tra le convenzioni e lo sperimentalismo. Ricca di cromatismi e di energici contrappunti, la sua scrittura ha preso la direzione della forma operistica, dove il gusto per l'esplorazione degli orizzonti armonici e la straordinaria fantasia nello svolgimento dei temi hanno trovato un terreno fertile. Politico per natura, il repertorio dell'attivista della musica britannica comprende anche lavori da camera e per voce.
Smyth: Four Songs
No. 4, Odelette
Clémence de Forceville, Marielou Jacquard, Rodolphe Thery, Héloïse Luzzati, Constance Luzzati, Violaine Despeyroux, Anastasie Lefebvre de Rieux