Impavida e capace di muoversi sul terreno colto con metodi inconsueti, Anna Clyne concepisce la musica come un confronto fantastico con arte e realtà, dove le note sono un mezzo per evocare immagini e ricordi. In un vasto repertorio che include composizioni per orchestra e concerti, ma anche cameristica, soli e duetti o partiture vocali, c’è spazio per citazioni folkloristiche e momenti di puro dinamismo che traggono forza dall’utilizzo anticonvenzionale degli strumenti. Riccardo Muti, Inbal Segev e Marin Alsop sono tra coloro che hanno interpretato un’opera avventurosa e spesso imprevedibile.