Nell'opera di Alexander Scriabin convivono i due secoli in cui ha vissuto, l'800 e il '900. Le sue sonate e sinfonie sono abitate da echi tardo-romantici e impulsi sperimentali che mettono in discussione molti punti fermi della musica classica: preludi alle vere e proprie rivoluzioni che saranno il pane quotidiano per i grandi compositori del ventesimo secolo. Scriabin anticipa tutto questo, osando allontanarsi sempre di più dal modello chopiniano per andare alla ricerca di composizioni originali, e usando il pianoforte come un veicolo magico per avventurarsi in nuovi territori melodici e armonici.