Con Isobel Waller-Bridge, le possibilità sembrano quasi infinite: fra guizzi uptempo spigliati e vivaci, excursus cameristici dai toni barocchi e sontuose sinfonie intrise di solennità, la compositrice britannica ha saputo adattare lo stile eclettico espresso negli album anche alle esigenze del cinema. In un ventaglio di cangianti creazioni inclusive di magmatiche progressioni elettroniche e più classici ma sempreverdi valzer, i penetranti assoli di archi e i malinconici tocchi pianistici riescono a dipingere cornici suggestive e delicate che si rivelano perfette per il grande schermo.