Un costante desiderio di esplorare nuovi paesaggi sonori ha permesso a Volker Bertelmann di imporsi come uno degli esponenti più rappresentativi della musica sperimentale contemporanea, fino a raggiungere il grande pubblico cimentandosi nell'arte della colonna sonora. Con lo pseudonimo di Hauschka, il compositore tedesco assembla elaborate partiture per pianoforte, immagina scorci evanescenti ai confini dell'ambient e dialoga con il violino acrobatico di Hilary Hahn. Il risultato è un sofisticato mosaico dalle mille sfumature, che sfrutta anche le potenzialità dell'elettronica e arriva ad accogliere interessanti spunti ritmici derivati dall'hip-hop.