Giocose o inquietanti, le colonne sonore di Alexandre Desplat sfruttano tutti i colori dell'orchestra: archi agili e multiformi sezioni di legni si scambiano i ruoli da protagonista, mentre placidi ottoni delineano temi lenti e sacrali. Il parigino commenta fiabe moderne, saghe magiche e ricostruzioni storiche rifacendosi alle travolgenti dinamiche delle musiche hollywoodiane e alla tradizione classica europea. Echi impressionistici, spunti jazz e tocchi etnici arricchiscono una scrittura polimorfa ma sempre riconoscibile, in grado di spaventare e commuovere anche con un semplice pianissimo.