
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2018 · 6 tracce · 1 h 16 min
Má Vlast
JB 1:112, T110, T111, T113, T114, T120, T121 · “La mia patria”
Frutto della fusione tra l’influenza romantica di Wagner e Liszt con l’esuberanza cromatica dello stile ceco, Má vlast (La mia patria) è un ciclo di sei poemi sinfonici orchestrali composti da Smetana in omaggio alla natia Boemia. Dopo aver creato quasi da solo una tradizione operistica in lingua locale, nel 1874 il musicista era stato costretto dall’insorgere di una sordità permanente a rassegnare le dimissioni dal Teatro Provvisorio di Praga, dove ricopriva l’incarico di direttore principale. Superò la disperazione per la propria condizione scrivendo rapidamente le prime due parti del suo capolavoro: ‘Vyšehrad’, narrazione sonora sulla turbolenta storia del castello sul fiume che attraversa la capitale, e ‘Vltava’, sublime descrizione del viaggio dell’omonimo corso d’acqua (noto anche col nome tedesco di “Moldava”) dalla sorgente alla città delle cento torri. A esse, si aggiunsero ‘Šárka’ – episodio dalla vita della mitologica regina delle Amazzoni – l’esaltante affresco bucolico ‘Dai prati e dai boschi di Boemia’, ‘Tábor’ – dal toponimo del centro fondato nel XV secolo dai guerrieri hussiti – e ‘Blaník’, in riferimento alla collina sotto la quale, secondo la leggenda, un esercito di cavalieri di San Venceslao riposa in attesa di risorgere per soccorrere il paese in pericolo. Accolta trionfalmente alla premiere di Praga nel 1882, l’epopea è da allora considerata uno dei massimi esiti musicali del repertorio nazionale.