Suite per violoncello nº 1 in sol maggiore

BWV 1007

I lavori per strumenti solisti privi di accompagnamento, spesso frutto dell’improvvisazione più che di una meticolosa opera di scrittura, non erano comuni ai tempi di Bach. Pensate per un contesto cameristico, le sei Suite per violoncello (BWV 1007-12) hanno visto la luce durante la permanenza del compositore alla corte di Köthen (1717-23) e, per quanto probabilmente non siano state ideate come una serie, seguono tutte uno schema simile. La Suite n. 1 in Sol maggiore inizia con un preludio che non disdegna la drammaticità teatrale, aprendosi con note ariose e gradevoli che accompagnano le semplici sequenze di accordi sottostanti. D’un tratto, però, l’interprete solista si libera e intraprende un viaggio più spontaneo, che raggiunge il climax a suon di piccoli passaggi melodici prima di galoppare verso la cadenza finale. Se la successiva ‘Allemanda’ si è spinta ben oltre i passi di danza originari, la ‘Giga’ finale mantiene gran parte del suo carattere autentico. Inoltre, dimostra anche la predilezione di Bach nei confronti delle strutture asimmetriche: la seconda metà è lunga il doppio rispetto alla prima e sembra terminare con un passaggio cromatico analogo, salvo poi deviare in una direzione differente.

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