
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2012 · 27 tracce · 1 h 41 min
Messa in si minore
BWV 232
Più che di una vera e propria composizione, la Messa in Si minore è frutto dell’assemblaggio di tre movimenti distinti già scritti da Bach in precedenza: un Sanctus del 1724 e un Kyrie e un Gloria concepiti nel 1733 per la Corte ducale di Dresda. Se si esclude un pugno di sequenze originali prodotte negli ultimi anni di vita, il resto della partitura deriva principalmente dalle sue cantate sacre. Il risultato è un compendio di tutti gli stili che il Kantor aveva utilizzato nel corso della propria carriera: un saggio dei migliori esiti della sua musica vocale tedesca, che ora voleva preservare tramite l’associazione alle parole eterne della messa in latino. Ogni sezione è costruita su una scala maestosa, mescolando numeri corali e solistici, sostenuti da un’orchestra solenne che, oltre agli archi, include flauti, oboi, corno e trombe. Non esiste alcuna traccia del più ambizioso dei lavori dell’autore, che morì senza mai vederlo eseguito. Inadatta alle funzioni della chiesa luterana e decisamente troppo lunga per una della tradizione cattolica, l’opera trova probabilmente la propria ragion d’essere come premeditata summa di un pensiero: le ultime volontà e il grandioso testamento di un genio assoluto.