Doppio concerto in la minore

Op. 102

Brahms ha composto il Concerto per violino e violoncello in La minore, noto come “Doppio concerto”, nel tentativo di riconciliarsi con il violinista Joseph Joachim. I rapporti tra i due si erano incrinati dopo che, in occasione del divorzio di quest’ultimo, il compositore aveva preso le parti della moglie. Per risolvere le tensioni, il maestro decise di scrivere una partitura che, oltre a quella dell’amico, prevedesse anche la presenza di Robert Hausmann, violoncellista nel suo quartetto d’archi. Presentata a Colonia, nel 1887, l’opera fu accolta dal pubblico piuttosto freddamente e accusata di inaccessibilità e carenza di gioia, obiezioni che oggi paiono inspiegabili, visto il carattere straordinariamente espressivo e peculiare della scrittura per i due strumenti solisti. L’‘Allegro’ si apre in modo drammatico con una concisa dichiarazione da parte dell’intera orchestra dell’idea tematica principale del movimento, seguita da un ampio recitativo senza accompagnamento per violino e violoncello che culmina in un appassionato climax. Il lavoro si sposta poi su rotte più convenzionali, anche se il dialogo tra solisti e orchestra è concepito in maniera sinfonica. Gli altri due movimenti sono molto più semplici: un meditativo ‘Andante’, forte di una melodia avvolgente interpretata da violino e violoncello a un’ottava di distanza, e un finale arguto e sardonico, i cui temi principali strizzano l’occhio allo stile ungherese già adottato da Brahms in numerosi altri spartiti.

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