
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2020 · 4 tracce · 44 min
Trio per pianoforte nº 7 in si bemolle maggiore
Op. 97 · “Arciduca”
Si usa dire che nella sonata per pianoforte Les Adieux, Beethoven abbia voluto riflettere la crisi generata dall’invasione napoleonica di Vienna del 1809 e la gioia per il ritorno, l’anno successivo, dell’arciduca Rodolfo, il suo più importante sostenitore, costretto alla fuga dall’occupazione. Poco dopo, concepì questo magnifico trio (1810-1811) su scala sinfonica, come dono per il proprio mecenate, che – a giudicare dalle doti tecniche e dalle eccezionali capacità in termini di espressività e varietà cromatica richieste dalla partitura per la tastiera – doveva essere un ottimo interprete dello strumento. La composizione è tuttavia qualcosa di più di un semplice omaggio dedicato al nobile protettore: il violino e il violoncello sono “soci alla pari” e la relazione tra i tre elementi – dinamica, tenera o ironica – è uno degli aspetti che conferisce al lavoro le peculiari caratteristiche di ricchezza e vitalità. Se il primo movimento combina spirito drammatico ed espansività lirica con una sicurezza che si potrebbe definire aristocratica, lo ‘Scherzo’ si basa sulla contrapposizione tra gioco e minaccia, mentre la terza sezione, curiosamente nella forma di lento inno con variazioni, è una delle meditazioni più serene del genio. Riportandoci dalla contemplazione celestiale alla terraferma in un modo che appare non solo giusto ma addirittura piacevole, la sublime emersione del finale è la dimostrazione di un talento per la transizione al massimo dello splendore.