Sinfonia nº 39 in mi bemolle maggiore

K. 543, KV 543

Le ultime tre sinfonie di Mozart, dalla trentanovesima alla quarantunesima, furono composte nell'estate del 1788, a poche settimane l’una dall’altra. La ragione per cui il maestro austriaco scrisse queste partiture così ambiziose in un breve lasso di tempo rimane in parte un mistero, anche se sembra assai probabile che fossero destinate a una serie di concerti a pagamento a Vienna. Sebbene tutte le opere abbiano caratteri decisamente diversi, si completano e si bilanciano reciprocamente. La Sinfonia n. 39 in Mi bemolle è datata 26 giugno 1788 ed è l’unica ad avere un’introduzione lenta: una mescolanza suggestiva di solennità barocca e dramma pre-romantico, enfatizzata dalle trombe e dai timpani. Il successivo ‘Allegro’ dapprima allevia la tensione, ma poi rivela che per il suo autore la distanza tra gioia e ansia è spesso molto sottile e può essere ridotta da qualcosa di semplice come un cambiamento inaspettato nel colore tonale o armonico, una lieve sfumatura, una modulazione o un accento. Questa ambivalenza tra serietà ed estro continua nell’‘Andante con moto’ e solo nei frangenti finali si percepisce una sensazione di pura e incontaminata felicità. Il festoso ‘Minuetto’ è deliziosamente eclissato dal ‘Trio’, in cui i clarinetti eseguono un motivo ispirato a una danza popolare viennese (Ländler). La conclusione è affidata a un nuovo e vivace ‘Allegro’, strettamente basato sull’arguto sviluppo di un unico tema.

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