
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2015 · 3 tracce · 29 min
Concerto per violino nº 5 in la maggiore
K. 219, KV 219 · “Turco”
Arguzia e geniale ironia si fondono con lo spirito empatico nel Concerto per violino n. 5 in La maggiore di Mozart. Scritto a Salisburgo nel dicembre del 1775, poco prima del 20esimo compleanno del compositore, inizia con una spavalda introduzione orchestrale che avrebbe normalmente dovuto sfociare in una ripetizione modificata della stessa da parte dello strumento solista. A un momento di silenzio, segue invece una lenta e languida melodia di violino basata sulle note di un semplice accordo di La maggiore. Interrotta nel proprio flusso, la musica dell’apertura viene poi richiamata, stavolta con l’arco principale a guidarne lo sviluppo. Il movimento centrale, appassionato ma tenero, è un adagio sentimentale che crea le condizioni ideali per l’esotico sbocciare della linea del solo. La garbata danza del minuetto incontra un’interpretazione occidentale del cosiddetto stile turchesco nel ‘Rondò’ finale. Con bassi rombanti, guizzanti intervalli melodici, inquietanti cambi cromatici e colpi d’archetto percussivi, l’elemento orientaleggiante era probabilmente giunto in Austria nel repertorio delle itineranti bande zigane magiare, oppure importato dall’Ungheria da Michael Haydn, intimo amico del prodigio austriaco.