Sebbene tra le influenze del geniale Isaac Albéniz rientrino, oltre al maestro Liszt, anche Bach, Rameau e Chopin, l’eredità musicale del compositore catalano è rappresentata da una versione chiaramente spagnola del movimento impressionista che stava travolgendo l’Europa negli ultimi anni della sua vita. L’incisione di ‘Iberia’ prodotta dalla conterranea Alicia de Larrocha nel 1972 è considerata una prova definitiva. In una brillante recensione, il New York Times dichiarò che “non c’è davvero niente in ‘Iberia’ di Isaac Albéniz che un buon pianista dotato di tre mani non possa gestire, dando per scontati infiniti anni di pratica e il permesso di suonare alla metà del tempo. Ma poche persone rispondono a tali caratteristiche”. In questo album, l’interprete esegue anche la ‘Suite Española’ e ‘Navarra’. Se la prima, ricca di immagini evocative delle diverse regioni e tradizioni musicali del paese, fu composta per la Regina Maria Cristina di Spagna nel 1886, la seconda venne cominciata da Albéniz e completata nel 1912 dal suo assistente e pupillo, Déodat de Séverac.