Nato nella forma di colonna sonora per i visual di Matthew Thorne, The Sand That Ate the Sea acquista vita propria e rivela la straordinaria capacità evocativa di Luke Howard. Cimentandosi per la prima volta con partiture per un coro, il compositore coinvolge il gruppo vocale Shards e il cantante israeliano Lior in un affresco dell’entroterra australiano minacciato dall’imminente tempesta, integrando le voci celestiali in un’avvolgente trama di archi, piano e chitarra. Il minimalismo guadagna una potente sacralità che restituisce il valore mistico di un deserto trasfigurato in cattedrale.