

Odin's Raven Magic (with Steindór Andersen, Hilmar Örn Hilmarsson and María Huld Markan Sigfúsdóttir)
I Sigur Rós avevano grandi piani per la pubblicazione di Odin’s Raven Magic. Presentata in anteprima nel 2020 al Barbican Centre di Londra, la loro collaborazione orchestrale con i colleghi musicisti islandesi Hilmar Örn Hilmarsson, Steindór Andersen e María Huld Markan Sigfúsdóttir fu registrata dal vivo durante una performance alla Grande Halle de la Villette di Parigi due anni dopo. Già mixato nel 2006, l’album venne messo in stand-by mentre il gruppo post-rock discuteva del modo migliore per lanciarlo. Forse con a presentazione artistica stravagante? O magari con una sequenza di video in grado di enfatizzare l’importanza del poema medievale islandese che avevano messo in musica? Mentre i mesi si trasformavano in anni, Odin’s Raven Magic rimaneva fermo sullo scaffale, vedendo crescere la propria aura di leggenda tra i fan dei Sigur Rós. A più di 16 anni di distanza, il disco ha finalmente visto la luce. “È stato nell’aria per tantissimo tempo e la gente che lo aspettava continuava a chiedere se sarebbe uscito o meno. Alla fine, abbiamo deciso: facciamo una cosa semplice, facciamolo uscire”, dice Kjartan Sveinsson ad Apple Music. L’ex tastierista dei Sigur Rós è stato cruciale nella composizione dell’ambizioso progetto e ripensa alla sua creazione come a un periodo stressante, ma anche ricco di gratificazioni. “È stato divertente e un po’ folle”, dice. “A un giorno dalle prove, stavamo ancora scrivendo musica”. Composto lo stesso anno in cui il loro terzo album in studio, ( ), ha portato i Sigur Rós all’attenzione del mondo, Odin’s Raven Magic è il sound della band intenta a sperimentare con arrangiamenti orchestrali e corali di grande eleganza e bellezza. È un disco troppo bello per rimanere sullo scaffale a prendere polvere. “Titubare su una cosa del genere è un po’ sciocco, perché non è proprio malaccio”, commenta eufemisticamente Sveinsson, che qui ci accompagna traccia per traccia all’interno di Odin’s Raven Magic. Prologus “È un pezzo scritto da Hilmar e consegnato all’ultimissimo momento. È una specie di meditazione per iniziare, prima che la faccenda vera e propria cominci. È stato davvero un bene avere un piccolo prologo per il brano, perché nel successivo si parte con il poema. È giusto concedersi un po’ di preliminari”. Alföður orkar “In realtà, questo è un tema che io e Jónsi [Birgisson, cantante e chitarrista dei Sigur Rós] suonavamo nelle camere d’albergo in tour, già un po’ prima di inserirlo in Odin’s Raven Magic. Gran parte dei pezzi è una serie di temi piuttosto semplici che sono orchestrati e forse un po’ lavorati, ma questo in particolare era abbastanza semplice. Sembrava fatto su misura per Steindór, il cantore. Credo fosse l’unico pezzo che avevamo già, la sola idea che esisteva prima. Tutto il resto è stato scritto espressamente per il disco, all’ultimissimo minuto”. Dvergmál “Questo è uno dei temi che abbiamo scritto sulla marimba di pietra, costruita per la performance da Páll Guðmundsson [artista e musicista]. Ruota attorno alla marimba ed è un tema ripetuto. Con le pietre succede una cosa buffa, perché non sono temperate, non si accordano l’una con l’altra dal punto di vista sonoro. Sono tutte accordate ma, a livello sonoro, ogni pietra è differente dall’altra. Perciò, quando scrivi musica su una marimba di pietra, tendi a scegliere una pietra che ti piace, in un certo modo inconsciamente. Ognuna di esse è unica e, diciamo, speciale. Sperimentare con roba di questo tipo è davvero divertente”. Stendur æva “Anche questo è un tema incentrato sulla marimba di pietra. Poi Steindór ha scritto tutte le melodie che canta. Le ha scritte sui temi della marimba di pietra e penso sia una cosa davvero meravigliosa, fatta ad arte. Le sue melodie sembrano molto antiche. Abbiamo questo stile di canto caratteristico in Islanda, che a volte è differente sul piano ritmico e sonoro rispetto al resto della musica folk. Lui è uno specialista in materia e ha cercato di scrivere i suoi canti, canti nuovi. In un certo senso, delle nuove canzoni folk, se vuoi. L’orchestrazione di questa è stata particolarmente divertente, perché avevamo anche il campionatore col quale stavamo lavorando. Jónsi lo usava moltissimo. Dovevo orchestrare tutta questa roba e mi sembra che Jónsi me l’abbia portato su un floppy disc. Quindi, questo era tipo l’arrangiamento di Jónsi”. Áss hinn hvíti “‘Áss hinn hvíti’ si traduce come ‘il dio bianco’, che è Heimdallr. Ci sono un sacco di corni qui, perché Heimdallr è colui che suona il corno alla fine del mondo. È una specie di prologo all’Edda [due parole chiave nell’antica mitologia nordica], che tratta della fine. Penso sia una piccola traccia molto adatta nel centro del disco”. Hvert stefnir “È ancora un pezzo incentrato sulla marimba di pietra e poi sul canto di Steindór, che penso sia davvero bello in questa traccia. Credo colpisca davvero nel segno qui ed è perfetto per le parole. C’era di nuovo Jónsi con il campionatore e abbiamo posto le basi per l’arrangiamento”. Spár eða spakmál “Questa è basata sullo stesso canto di ‘Stendur æva’ ma con un differente linguaggio tonale, perciò è più o meno la stessa canzone, con l’arrangiamento e il linguaggio tonale che accompagnano la melodia principale. La band non è mai stata davvero concettuale, ma spesso ci siamo immaginati il concept dopo aver fatto qualcosa. Chiaramente, questo pezzo è concettuale ma quando lavoravamo alla musica non ci immergevamo sul serio nei testi. Stavamo semplicemente facendo musica”. Dagrenning “Questa torna al primo brano, con la stessa melodia, e finisce con la cantilena dei nomi di Odino, come un rituale. Poi facciamo questa imbarazzante cosa rock’n’roll alla fine, facciamo rock’n’roll con un’orchestra. L’abbiamo fatto e non possiamo che conviverci. Voglio dire, non possiamo escluderlo dal disco, no? No. Ero contento della performance ma anche imbarazzato dalla frustata del rock’n’roll. Il mondo sta finendo e noi cercavamo di esprimerlo in qualche modo. Non è andata molto bene. Ma ero già felice che fossimo sopravvissuti e che fossimo riusciti a suonare l’intera pièce, senza troppi intoppi”.
4 dicembre 2020 8 tracce, 1 ora 5 minuti ℗ 2020 KRUNK
ETICHETTA
KrunkProduzione
- Kjartan SveinssonProduzione
- Ted JensenIngegneria masterizzazione
- Birgir Jón BirgissonIngegneria registrazione, Ingegneria editing