Una serie di incisioni notturne effettuate nel suo studio berlinese ha messo nelle mani di Sebastian Plano il materiale di un gioiello introspettivo, dove il musicista è quartetto d’archi e orchestra. Con l’aiuto dell’elettronica, voce, piano e violoncello sono la triade propulsiva di una creazione autarchica che trasmette il senso dell’urgenza espressiva e un profondo desiderio di libertà, mirabilmente condensati nel trittico ‘Soul’: contemplazione, gioia e divertimento si susseguono in un viaggio negli stati immateriali, in cui la tecnologia sembra conferire alle corde il dono della parola.