Per la propria ricerca sulla malinconia tra XVI e XVII secolo, il clavicembalista Jean Rondeau sceglie di interrogare le partiture del periodo anche su uno storico strumento d’epoca. Frescobaldi e Dowland sono tra i protagonisti di un’indagine poetica e ricca di contrasti, che penetra in un repertorio selezionato sui criteri di cromatismo ed espressività in un’alternanza sottolineata dal passaggio di tastiere. Il virginale contribuisce a marcare acusticamente la differenza dei distinti approcci al medesimo stato dell’anima, dando vita a due universi complementari che qui sembrano inscindibili.