Forti del successo riscontrato dall’incisione dell’intero repertorio cameristico di Dvořák, Mathieu van Bellen e i fratelli Epstein approcciano la produzione di Schubert spaziando tra due epoche della sua storia compositiva. Concepito in fin di vita, il trio in apertura è un florilegio di emozioni e melodie in perfetto equilibrio tra estasi e sofferenza, che traghetta l’ascoltatore nell’angoscioso lirismo del Notturno. Scritto a 15 anni, il singolo movimento del Sonatensatz che chiude il disco è invece un emblematico esempio dell’incontenibile energia e dell’entusiasmo di un genio in erba.