Dopo essersi dedicati a Beethoven, Jean-Guihen Queyras e Alexander Melnikov prendono in esame le sonate per violoncello di due giganti della tastiera. Se le complesse linee di Chopin vengono esaltate con senso filologico dal dialogo tra un modello Gioffredo Cappa del 1696 e un pianoforte Erard del XIX secolo, a evidenziare il grandioso lirismo di Rachmaninoff è un moderno Steinway, dal suono più ricco e adatto allo spirito quasi orchestrale della composizione. L’accostamento tra i lavori mostra quanto il maestro polacco abbia rappresentato un’enorme influenza per uno degli ultimi romantici.