Per l’esordio discografico in coppia col pianista Maxim Lando, il talentuoso Tassilo Probst sceglie di cimentarsi con un repertorio insolito che mette in luce le sue strabilianti doti virtuosistiche. Alla combinazione di elementi romantici che svelano un giovane e atipico Béla Bartók, il violinista affianca le atmosfere popolari di George Enescu, autentica sfida per il prodigioso duo a livello tecnico e ritmico. Il momento clou è però la prima incisione in assoluto della Sonata n. 2 di Joseph Achron, lavoro monumentale e lunatico che giustifica in parte il titolo di un LP immerso nella follia.
Bartók: Sonata for Violin and Piano in E Minor, Op. Posth.