All’apparenza fondata su semplici melodie, la musica di Caroline Shaw cela, in realtà, un rigore strutturale che trattiene e poi rilascia un’infinità di dettagli. L’ensemble I Giardini ne interpreta con la giusta intensità sei brani per organici variabili da uno a cinque strumenti: se il violoncello duetta con i vasi da fiori in Boris Kerner, l’influenza di uno Chopin camuffato tra i block chord emerge in Gustave Le Gray, mentre Pauline Buet si isola per catturare la malinconia di In manus tuas. Il programma è impreziosito dalla prima incisione mondiale dell’opera che dà il titolo all’album.