Registrato con la provvidenziale e pertinente complicità ambientale di un rigido inverno pandemico nel 2021, l’album che vede Cyrille Dubois e Anne Le Bozec intrecciare voce e dita nella lettura del Winterreise può contare sul senso di introspezione e solitudine di cui è inevitabilmente permeato il gelido ciclo di lieder di Schubert. Il suono fragile e caldissimo di un Bechstein del 1905 si rivela il complemento ideale per lo stile espressivo e vibrante del tenore: l’amore perduto, la morte e il distacco dal mondo sono temi che acquistano credibilità e potenza in un’interpretazione intrisa di una radicale partecipazione.