Le pagine di Roxanna Panufnik sono un'alchimia di leggerezza e gravità. Già nell'ultimo scorcio degli anni '90, la compositrice inglese, di origine polacca e figlia d'arte, è salita alla ribalta per la profondità della sua musica sacra e corale, un repertorio di messe e oratori dal tocco insieme luminoso e austero. Merito di una scrittura che supera l'atonalità modernista contaminando linguaggi antichi e contemporanei, tradizioni occidentali e orientali: un incrocio di colori cangianti, non di rado scossi da un guizzo umoristico, che si propaga anche tra favole cantate e opere liriche.