
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2016 · 12 tracce · 1 h 6 min
Études d'exécution transcendante
S. 139 · “12 studi di esecuzione trascendentale”
Prima di raggiungere la loro forma definitiva, i 12 Studi d’esecuzione trascendentale hanno richiesto un lungo periodo di gestazione, iniziato con la stesura degli Études en douze exercices nel 1926, quando Liszt era ancora un giovane virtuoso del pianoforte attivo nella scena parigina. Questa struttura embrionale consisteva in una serie di 12 partiture piuttosto semplici dal punto di vista tecnico, che alternavano tonalità maggiori e minori. Undici anni dopo, ormai affermatosi come compositore e interprete dello strumento, il maestro ungherese ha ampliato e sviluppato il materiale esistente per renderlo notevolmente più complesso, pubblicandolo come Douze grandes études. Risalente al 1851, la versione finale riduce leggermente il livello di difficoltà e introduce un titolo descrittivo o poetico per ogni capitolo della raccolta, consegnando alla storia alcuni tra i manoscritti più memorabili dell’intero catalogo lisztiano, impressionanti soprattutto per la gamma immaginativa e l’intensità crescente della musica. Un esempio particolarmente riuscito è la ‘Mazeppa’, tratta da una poesia di Victor Hugo sulle vicende di un cosacco fatto prigioniero e legato a un cavallo selvatico, che viene poi lasciato libero di lanciarsi al galoppo. Le proibitive complessità di ‘Feux follets’, i toni tumultuosi di ‘Wilde Jagd’ e l’atmosferica inquietudine di ‘Chasse-neige’ rappresentano altri episodi degni di nota.