Notturno nº 1 in si bemolle minore
Nei primi tre notturni pubblicati e raccolti nel 1832 nell’Op. 9, Chopin prendeva le analoghe composizioni di John Field come punto di partenza, mutuandone in particolare la priorità sul virtuosismo concessa all’espressione. Il ‘Larghetto’ che apre la serie detta la trama in seguito comunemente associata al genere, con una melodia fluttuante sopra arpeggi d’accompagnamento ampiamente distanziati e il pedale chiamato a creare la caratteristica cifra lirica e il tipico senso di sonorità attutita. L’introduzione di un momento centrale contrastante e delicatamente ostinato vede la musica adottare una colorazione più scura nonostante la modulazione sulla relativa maggiore di Re bemolle, per poi assistere a un fugace ritorno della parte iniziale. La linea melodica che emerge nelle sezioni esterne presenta raffinate ornamentazioni in uno stile fondamentalmente operistico: sebbene tradurre elementi del teatro lirico sulla tastiera non fosse di per sé una novità, nemmeno il faro di Hummel aveva saputo integrare decorazioni d’ispirazione vocale a questo livello, e a quello che sarebbe stato toccato nei successivi notturni.
