Dido and Aeneas

Z.  626 · “Didone ed Enea”

Unico tra i lavori teatrali di Purcell a essere interamente cantato, Didone ed Enea è una miniatura operistica che, a dispetto della modesta durata di meno di un’ora, vanta il peso di una delle maggiori tragedie musicali di ogni tempo. Tratto dall’Eneide di Virgilio, il libretto racconta molto succintamente l’amore impossibile tra la regina di Cartagine e il principe troiano: probabilmente, un messaggio in codice diretto al re cattolico Giacomo II, invitato a non abbandonare l’Inghilterra per Roma. Modellato su Venus and Adonis di John Blow, databile intorno al 1682, potrebbe aver visto la luce nelle cerchie reali, sebbene la prima rappresentazione conosciuta sia stata allestita in un collegio femminile di Chelsea, nel 1689. Nonostante la versione originale sia andata persa, ciò che rimane dello spartito del maestro di Londra è di altissima qualità. Pur riprendendo elementi italiani e francesi, si distingue nel preferire movimenti brevi, una struttura modulare e una musicalità complessiva che pervade lo stile di scrittura declamatorio, unendo parti soliste e corali tramite il potere della danza. Le ripetizioni di basso ostinato giocano un ruolo importante nella costruzione del melodramma, che inizia con la protagonista impegnata nell’ansiosa ‘Ah! Belinda’ e trova il culmine in ‘When I Am Laid in Earth’, uno dei lamenti più toccanti nella storia della lirica.

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