
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2020 · 57 tracce · 2 h 19 min
The Fairy Queen
Z. 629 · “La regina delle fate”
Adattamento di Sogno di una notte di mezza estate andato perduto alla morte dell’autore nel 1695 e riscoperto solo a inizio ’900, La regina delle fate (1692-1693) è uno dei lavori teatrali più riusciti di Purcell. Si tratta di una semi-opera, ibrido diffuso in ambito britannico che prevedeva l’aggiunta di un certo numero di scene musicali a un dramma già esistente. Se attrici e attori interpretavano i personaggi principali, chi cantava era relegato a ruoli marginali. La partitura non assumeva quindi grande importanza nell’esposizione del racconto. Per questo motivo, il compositore non riprese alcuna battuta del testo originale di Shakespeare e tutto ciò che scrisse si trova in cinque masque indipendenti che non sono propriamente intrecciati con la trama, pur essendo in qualche modo a essa legati. Il masque del ‘Sonno’ nel secondo atto, per esempio, prepara Titania al suo sogno, mentre un momento saliente della prima parte è la scena comica del ‘Poeta ubriaco’ che, deriso dalle creature magiche, comincia a balbettare: un probabile riferimento, con intenti parodistici, al disturbo del linguaggio del noto letterato dell’epoca Thomas D’Urfey.