Quartetto d'archi in mi bemolle maggiore
Hob. III/38, Op. 33/2 · “Quartetti russi, Lo scherzo”
Se l’ironia è spesso un ingrediente fondamentale della scrittura per quartetti di Haydn, il Quartetto per archi op. 33, n. 2 (1781) (comunemente chiamato “Lo scherzo”) si è guadagnato una particolare reputazione per via dell’arguzia musicale che esprime. Il movimento d’apertura ha un tono più affabile che umoristico, con gentili botta e risposta tra gli strumenti. Lo ‘Scherzo’ riecheggia le danze contadine, offrendo una deliziosa imitazione di un violino rustico nel trio, con tanto di note “brille”. Insolitamente, la terza sezione parte con un duetto per viola e violoncello, impegnati in una melodia vibrante periodicamente interrotta da accordi taglienti, quasi a evocare un dissenso. Qualsiasi sentore di conflitto si dissipa però nell’allegria del finale. Il giocoso componimento arriva così al rondò dopo aver ripetutamente messo chi ascolta nella posizione di supporre la conclusione di una musica che invece ricomincia a sorpresa.
