
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2009 · 4 tracce · 23 min
Sonata per violino nº 5 in fa maggiore
Op. 24 · “Primavera”
Nel periodo classico, e per un po’ anche successivamente a quell’epoca, ciò che oggi chiamiamo “sonata per violino” veniva pubblicata come sonata per pianoforte con accompagnamento di violino. Se la definizione si adatta grosso modo ad alcuni lavori di Haydn e Mozart, il senso democratico di Beethoven si rifletteva nell’atteggiamento assunto nei confronti della musica da camera: la Sonata per violino, op. 24 è un buon esempio del principio secondo cui ogni strumento doveva avere uguale importanza. Solo al termine dell’incantevole melodia di ampio respiro delineata dall’arco, il pianoforte può riprenderla e portarla verso nuove direzioni. Apparsa nel 1801, la composizione acquisì il soprannome La primavera dopo la morte del maestro, nel 1827. Nonostante epiteti del genere non siano sempre appropriati, questo calza a pennello. Il primo movimento è festoso ed esteso, caratterizzato da un ricco lirismo che rimanda alle luminose speranze di una giovane vita. Ancora più rilassato, l’‘Adagio’ ricorda le atmosfere della ‘Scena al ruscello’ dalla Sinfonia “Pastorale”, mentre il giocoso ‘Scherzo’ e l’arioso finale svelano i lati meno pesanti e più gioiosi di un autore che sembra distante anni luce da quello che firmò la tempestosa “Eroica”.