
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2009 · 3 tracce · 35 min
Sonata per violino nº 9 in la maggiore
Op. 47 · “Sonata a Kreutzer”
Non esistono altri lavori della stessa forma con una storia più turbolenta della Sonata per pianoforte e violino n. 9 di Beethoven. Composta nel 1803, è ben presto stata identificata come ‘a Kreutzer’, dal nome del violinista a cui era stata dedicata. Tuttavia, quest’ultimo la detestava, definendola “oltraggiosamente incomprensibile”, e si rifiutava di suonarla. In origine, il maestro aveva intenzione di intitolarla al virtuoso britannico George Bridgetower, prima che i rapporti tra i due si incrinassero irrimediabilmente per via degli insulti rivolti dal musicista a una donna ammirata da Beethoven. Specchio di questa agitazione, il clima concitato non resta semplicemente sullo sfondo, ma si riflette anche nel suono, in particolare nel subbuglio emotivo del primo movimento. Diversi anni più tardi, Tolstoj avrebbe preso in prestito il titolo Sonata a Kreutzer per un romanzo incentrato sull’effetto dannoso che la musica può esercitare a livello morale, e ascoltando questo straordinario sfogo di passione si può forse intuire perché. Ii restanti due movimenti, invece, compiono un passo indietro e si avventurano in territori meno rischiosi, più tipici della classica, con il finale originariamente destinato a un’altra partitura. Tutti questi eventi non hanno impedito all’opera di riscuotere un successo travolgente.