
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 1953 · 82 tracce · 4 h 15 min
Tristan und Isolde
WWV90 · “Tristano e Isotta”
Solcando le onde di un mare sempre più cupo su una nave solitaria, il prode cavaliere Tristano sta scortando la riluttante principessa Isotta verso l’Inghilterra, dove sposerà re Marke di Cornovaglia. Uniti però da un sentimento, i due scoprono in preda alla disperazione una passione più forte dell’onore, delle convenzioni sociali e della vita stessa. “Poiché in vita mia non ho mai provato la vera felicità dell’amore, voglio erigere al più bello di tutti i sogni un monumento nel quale, dal principio alla fine, l’amore sarà pienamente compiuto”, disse Richard Wagner, realizzando il proprio proposito nella rielaborazione operistica del racconto arturiano Tristano e Isotta (1865). Nel processo, abbracciò la filosofia di Schopenhauer e ridefinì di fatto il suono della musica occidentale. Il preludio del dramma si apre con una strumentale dinamica sospesa (il cosiddetto “accordo del Tristano”), lasciando che la coppia di amanti sperimenti nell’epica durata dei tre atti un’estasi inimmaginabile e una sofferenza fuori dalla comprensione umana. Ogni nota è permeata da un senso di sconfinato desiderio, risolto solamente nella trascendente aria finale ‘Liebestod’. Estremamente influente, di intensa bellezza e disseminato di devastanti interrogativi sul potere distruttivo di un amore senza limiti, Tristano e Isotta può essere tanto disturbante quanto travolgente. Si tratta di un lavoro inebriante, indelebile e impossibile da ignorare che scava negli abissi del subconscio.