Assemblato attorno a un piccolo nucleo composto dai migliori musicisti da camera di Londra, il 12 Ensemble offre un saggio della propria flessibilità in un programma che spazia tra Romanticismo austriaco e post-rock ambientale islandese. Il quartetto, che dà il titolo all’album, viene riletto in un arrangiamento concitato e inedito, mentre il brano corale di Sir John Tavener in apertura è un inquieto ingresso nell’universo dell’orchestra priva di conduzione. Grazie al lavoro commissionato a Oliver Leith, anche la mitologia marina porta l’allarmata dolcezza dei glissando nella dimensione del gruppo.