Quartetto d'archi nº 14 in re minore
Quando compose il Quartetto per archi n. 14 in Re minore, Schubert era affetto da un’infezione sifilitica che sapeva essere incurabile. La partitura, che reca il sottotitolo ‘La morte e la fanciulla’, è quindi dominata da un senso di angoscia ossessiva e inesorabile. Il cuore di questo capolavoro è il secondo movimento ‘Andante con moto’: si tratta di una sequenza di cinque variazioni basate su un tema della canzone di Schubert ‘Der Tod und das Mädchen’, composta nel 1817, che si presenta come un dialogo tra una ragazza, che supplica di essere risparmiata, e la Morte, che le assicura di essere un’amichevole consolazione tra le cui braccia la giovane presto riposerà. L’implacabile figura del Mietitore viene espressa da un tema lento, simile a un inno e accompagnato da cupi accordi in tonalità minore, per poi venire magistralmente elaborato ed esteso nelle sezioni seguenti. Gli altri tre passaggi dell’opera, un ‘Allegro’ iniziale, un breve ‘Scherzo’ nel terzo movimento e un ‘Presto’ che funge da epilogo, assumono caratteristiche rapide, turbolente e dominate dalla tonalità principale di Re minore. Il finale è modellato sulla tarantella, danza popolare dell’Italia meridionale nata dall’idea che una persona morsa da una tarantola velenosa danzasse in una frenesia di delirio indotta dal veleno. Nel primo periodo romantico di Schubert, questo tipo di ballo era diventato il simbolo di una vorticosa danza della Morte.
