Concepito da Beethoven come parte di un ipotetico Macbeth, il trio conosciuto col nome di “Ghost” apre l’album che vede Frank Braley e i fratelli Capuçon interpretare due dei più esaltanti esiti della musica da camera del genio tedesco. Sull’onda di un’intesa organica fuori dal comune, violino e violoncello planano leggeri sulla solida trama costruita dal pianoforte, che detta il ritmo lento e spettrale del primo brano. Tra i richiami liederistici e le invenzioni formali del lavoro dedicato a Rodolfo d’Asburgo, gli strumentisti si fanno imperiosi, lanciati verso un funambolico finale da applausi.