Più di tutti i precedenti episodi della saga, il sesto Virtual Choir di Eric Whitacre trasmette quel senso di comunità capace di annullare l’individualistico esodo connaturato all’era di internet. È però proprio dalla possibilità di riunire virtualmente 17.572 cantanti di 129 paesi che anche questo nuovo capitolo del progetto trae forza. A fare la differenza a livello emozionale è ovviamente il drammatico momento storico in cui i coristi si sono trovati a produrre i video delle parti, brillantemente mixate per formare un’unica voce garbata che si combina con l’eleganza di un quartetto d’archi.