Nel 75esimo anniversario della propria fondazione, il Juilliard String Quartet pubblica un lavoro capace di evidenziare la grande tradizione cameristica di quella che è considerata un’autentica istituzione americana. L’esordio nella formazione del primo violino Areta Zhulla aggiunge un ulteriore motivo di interesse all’ennesima prova di attenzione al dettaglio, varietà cromatica e sensibilità ritmica, che qui si applicano con la verve di sempre all’oscura urgenza del secondo dei quartetti “Rasumovsky” di Beethoven, alla misteriosa bellezza di Bartók e alla vivacità da nuovo mondo di Dvořák.