Prima ancora che un dialogo sulle tracce di Bach, quella proposta da Yaara Tal è una riflessione sul rinnovamento generato dagli accostamenti inediti. Con sublime spirito ritmico e senso del lirismo, la musicista affianca preludi scelti principalmente da Il clavicembalo ben temperato ad altrettante fughe di compositori sparsi in oltre due secoli, per ottenere un caleidoscopico effetto di sorprendenti connessioni. Dedicatole per l’occasione da Reinhard Febel, il brano di chiusura sfrutta la stessa tonalità della gavotta che lo precede per scivolare in una visione sull’inafferrabilità del tempo.