Inciso nei leggendari studi di Abbey Road con la London Philharmonic Orchestra, Infinite Bach dà forma al desiderio di Christian Svarfvar di estendere e attualizzare i momenti più esaltanti di quattro concerti per violino del compositore tedesco. Sulla scia del lavoro di Max Richter su Vivaldi, il musicista chiede a Johan Ullén di ripensare le partiture in un’ottica consapevole dell’estetica pop, del minimalismo e della dimensione cinematografica, senza tuttavia smarrirne lo spirito originario. Tra riarmonizzazioni e letture manipolate, il risultato è un sincero e rivitalizzante atto d’amore.