Quello scelto dalla Hallé e da Sir Mark Elder per terminare il ciclo dedicato a Vaughan Williams è un programma affascinante, inaugurato dalla Sinfonia antartica. L’esecuzione evidenzia il carattere epico di una composizione che evoca la lotta tra l’essere umano e le forze della natura, dove il soprano Sophie Bevan sembra emergere da un coro privato delle parole. Ugualmente d’impatto è la Sinfonia n. 9, testamento di un sopravvissuto alla Grande Guerra che apre squarci pastorali nel buio, trovando nei lavori orchestrali inseriti come intermezzo e conclusione una perfetta appendice.