

Nel 1747, verso la fine della sua vita, Johann Sebastian Bach partì da Lipsia per recarsi a Berlino, dove il re Federico il Grande lo mise di fronte a una sfida: sarebbe riuscito a improvvisare una fuga complessa su un tema originale scritto dal sovrano, a sua volta talentuoso flautista? Si trattava di un compito molto arduo, spiega Johannes Pramsohler, a capo dell’orchestra da camera barocca Ensemble Diderot. “A Bach fu richiesto di improvvisare una fuga a sei voci”, racconta a Apple Music, “invece decise di improvvisarne una a tre. Tuttavia scrisse l’altra su un foglio e la inviò come regalo al re”. L’Offerta musicale è una delle composizioni da camera più straordinarie di tutto il repertorio del maestro tedesco, con un’ingegnosa serie di canoni e fughe che comprende l’incredibile fuga in sei parti, qui chiamata ‘Ricercar’. “È un’opera monumentale, con una grande storia alle spalle”, aggiunge Pramsohler. Continua a leggere come il musicista altoatesino analizza la lettura dell’opera offerta dall’Ensemble Diderot nel 2023. Theme “Federico il Grande aveva proposto a Bach un tema molto lungo e complesso, che inizia con dei grossi guizzi e un notevole cromatismo, qualità che hanno fatto sì che fosse difficile improvvisarci sopra. Abbiamo deciso di affidarlo al flauto, che era lo strumento del sovrano”. Ricercar a 3 “Il ‘Ricercar a 3’ è il brano che si pensa Bach abbia improvvisato di fronte al re. È una fuga a tre voci, in cui il compositore offre una breve anticipazione di tutti gli elementi che avrebbe usato in seguito. Ci piace pensare al lavoro nel suo complesso come a un discorso ben pianificato, e questo è il momento in cui cerchiamo di conquistare l’attenzione di chi ascolta”. Canon Perpetuus Super Thema Regium “Bach inaugura il suo discorso con questo canone. E, proprio come in un’arringa giudiziaria, si limita a esporre i fatti. Il flauto suona il tema nella sua forma più pura, mentre gli altri strumenti, violoncello e violino, lo accompagnano seguendo un canone molto rigoroso”. Canon a 2 Cancrizans “Il titolo di questo movimento significa letteralmente ‘granchio’, e chiunque sa come camminano i granchi. Qui sentiamo solo due violini. Quando lo si legge sul pentagramma, nel modo in cui Bach l’ha scritto, è affascinante. Entrambi i violini entrano nello stesso momento, ma uno segue la partitura al contrario e l’altro nel verso giusto. Se ascoltato in audio spaziale, il suono sembra partire da lontano, da destra e sinistra, per poi avvicinarsi sempre di più. La ripetizione si palesa nella testa di chi ascolta prima che i due strumenti si allontanino nella direzione opposta”. Canon a 2 Violini in Unisono “Qui, Bach ci indica quali strumenti utilizzare. È l’unico punto dell’Offerta musicale in cui specifica di usare due violini. E se torniamo all’idea di considerarlo un discorso, possiamo immaginare i due violini come due attori, che saltellano intorno al tema”. Canon a 2 per Motum contrarium “In questo canone, le tre voci superiori vengono lasciate fluttuare sospese. Ascoltando il mix in audio spaziale, non si riesce a individuare la posizione esatta dei tre strumenti, dal momento che ondeggiano nella stanza come spettri”. Canon a 2 per Augmentationem, contrario Motu “Qui il ritmo è punteggiato, il cosiddetto ‘ritmo reale’. Evoca sfarzo, oro, gloria, opulenza. Se si ascolta con attenzione, si può sentire il secondo violino suonare esattamente la stessa partitura del primo, ma a velocità dimezzata. In effetti, in questo canone Bach esprime un augurio sotto forma di annotazione: ‘Che le fortune del re possano crescere come la lunghezza delle note’”. Canon a 2 per Tonos “Per il ‘Canon a 2 per Tonos’, Bach fornisce di nuovo un’annotazione scritta: ‘Proprio come salgono le modulazioni, possa crescere la gloria del re’. È uno dei suoi canoni più folli, nonché il più difficile da suonare. L’immagine che porta alla mente è quella di una colonna trionfale romana, con un rilievo a spirale che la circonda. Mentre lo si ascolta, se ne può osservare l’ascesa verso il paradiso”. Fuga canonica in Epidiapente “Con questa fuga, usciamo dalla prima parte del nostro discorso. Abbiamo catturato l’attenzione di chi ascolta, esposto i fatti e tessuto le lodi del re. Qui ci auto-celebriamo, in quanto responsabili della narrazione, e dimostriamo di avere le carte in regola per affrontare le parti seguenti”. Ricercar a 6 “Il ‘Ricercar a 6’ è il pezzo che il sovrano chiese a Bach di suonare, ma il maestro dovette rinunciare, dicendo che aveva bisogno di tempo per metterlo nero su bianco a casa. Combinare sei voci in una fuga lunga ben otto minuti e mezzo è pura follia”. Canon a 2 & Canon a 4 “Bach prosegue con due canoni ‘enigmatici’, in cui non fornisce indicazioni in merito a dove devono iniziare le altre parti. Bisogna arrivarci autonomamente, tramite tentativi. Il primo, il ‘Canon a 2’, è il più semplice. Se per esempio pensiamo a un’arringa in tribunale, qui è dove chi è sotto giudizio viene accusato del crimine. Con il successivo ‘Canon a 4’ arriva il turno della difesa. È il canone più lungo dell’Offerta musicale, e il primo in cui entrano in gioco tutti gli strumenti”. Canon perpetuus “Con il ‘Canon perpetuus’ arriviamo al momento della cosiddetta ‘perorazione’, la sezione conclusiva di un discorso. Il finale ha due parti, e qui è dove ricordiamo i fatti a chi ascolta”. Sonata sopr’il Soggetto Reale “Le quattro tracce successive compongono la celebre sonata in trio dell’Offerta musicale, in cui concludiamo il discorso basandoci sulle emozioni. Bach sceglie la forma della sonata a tre, la struttura standard della musica da camera in epoca barocca, e utilizza il flauto perché era lo strumento del re. È una gioia da suonare, forse la migliore sonata di questo genere mai composta, e certamente la più grandiosa. Per quanto mi riguarda, rappresenta il fulcro dell’opera, nonché la gloriosa fine di tutto il Barocco”.
24 marzo 2023 17 tracce, 48 minuti ℗ 2022 Audax Records
ETICHETTA
Audax RecordsStefano Mingo
Composizione