
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2015 · Ólafur Arnalds, Alice Sara Ott
Ólafur Arnalds
Playlist
Album live
Biografia
Melodie malinconiche, archi ostinati e sottili elementi elettronici sono ingredienti chiave nella musica di Ólafur Arnalds, assiduo esploratore della terra di confine tra la sfera colta e il pop che corrisponde allo stile a volte definito post-classico. Non è un caso che la fama abbia bussato per la prima volta alle sue porte quando il compositore islandese, nato a Mosfellsbær nel 1986, apriva i concerti dei tour dei connazionali Sigur Rós sul finire gli anni Zero. Le presentazioni creative degli album sono un aspetto importante dell’estetica dell’artista: nel 2009, l’uscita di Found Songs è stata anticipata dalla pubblicazione di una canzone al giorno per una settimana, mentre i video artigianali realizzati per accompagnare Living Room Songs (2011) sono in qualche modo stati un assaggio inconsapevole e premonitore dei formati in voga durante la pandemia. Come testimoniano la collaborazione con la virtuosa Alice Sara Ott per The Chopin Project e le ormai regolari intersezioni con Nils Frahm, altra componente chiave di questo mondo sonoro di confine è il pianoforte. I vari aspetti di un lavoro decennale che include anche l’ideazione di un software per la produzione autonoma di progressioni tastieristiche semi-generative sono riuniti nel disco some kind of peace, rilasciato nel 2020 e impreziosito da ospiti d’eccezione come Bonobo, JFDR e Dustin O’Halloran.