
- SCELTA DELLA REDAZIONE
- 2024 · 4 tracce · 40 min
Sinfonia nº 7 in la maggiore
Op. 92
Beethoven scrisse la Settima sinfonia tra il 1811 e il 1812, dopo che un periodo di permanenza in una nota località termale gli aveva restituito la salute, l’entusiasmo e la voglia creare. Anche se non sempre la musica del genio rispecchia il suo umore al momento della composizione, questa partitura in particolare trasmette il senso di un ritorno alla vita. Nel lavoro che Wagner definiva “l’apoteosi della danza”, il dinamismo del ritmo è tanto un ingrediente chiave nell’esplosiva vitalità dell’atmosfera sonora quanto un importante principio organizzativo: sono moltissimi i temi che emergono dallo schema DA da-da posizionato in prossimità dell’inizio. Sulla scia di una lenta ma portentosa apertura, il primo movimento si presenta come un balletto primordiale, che si infuoca nella gioiosa conclusione. Non c’è tuttavia spazio solo per la solarità e l’ottimismo. Il famoso ‘Allegretto’ è una processione ombrosa, che non perde però l’andatura propulsiva di fondo. Caratterizzato da un passo fulminante e da un trio che ricorda un inno, il successivo scherzo lascia il posto a un finale lanciato in una danza furiosa, col ritmo seminale ora calcato in maniera ossessiva dall’intera orchestra. Il debutto viennese ebbe un tale successo che il secondo movimento dovette essere ripetuto. Il giovane Schubert ne rimase impressionato e in svariate creazioni ne replicò la costante scansione ritmica.