Sinfonia nº 5 in do minore

Op. 67 · “Destino”

Presentata a Vienna nel 1808 e inizialmente pensata come seguito della ‘Eroica’, la compatta e incisiva Quinta Sinfonia di Beethoven viene introdotta da quelle che sono forse le note più celebri nella storia della musica classica. Si dice che il maestro tedesco abbia descritto il motivo al suo biografo come "il fato che bussa alla porta", e in effetti c’è chi considera l'opera come una sfida al destino. È facile capire perché, se si pensa al glorioso finale che culmina in un’esplosione in Do maggiore, mentre il resto della partitura è principalmente in Do minore. Ma le idee della Quinta vanno ben oltre: con il suo messaggio di libertà, la Rivoluzione francese aveva colpito profondamente il compositore, allora diciottenne, che qui accenna un canto rivoluzionario. La musica conduce chi ascolta in un viaggio avventuroso, con il clima teso dell’‘Allegro con brio’ che lascia spazio a una sezione lenta dai toni apparentemente spensierati. Non di minore importanza, lo ‘Scherzo’ del terzo movimento ristabilisce la tensione, prima che una fase di transizione tra le più sorprendenti e misteriose mai scritte introduca un finale reso unico dall’utilizzo di controfagotto, trombone e ottavino. Anche una performance scadente è in grado di fare battere il cuore. Una grande esecuzione, invece, stravolge l’animo per sempre.

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