Quintetto d'archi nº 5 in mi maggiore

G275, Op. 11/5

Anche se al giorno d’oggi gran parte del suo catalogo viene spesso trascurato, in vita Luigi Boccherini era considerato uno dei pochi nomi in grado di reggere il confronto con Mozart e Haydn. Dotato di una spiccata inclinazione melodica, il maestro e violoncellista riusciva a ottenere il massimo della brillantezza sonora con il minimo sforzo tecnico, incarnando perfettamente i tratti distintivi dello stile galante e del rococò grazie a una strumentazione scintillante, a un’insaziabile gioia di vivere e a un marcato senso per la meraviglia e l’incanto. Nonostante una carriera prolifica, impreziosita da oltre cento quintetti per archi, il compositore toscano viene ricordato principalmente per l’irresistibile ‘Minuetto’ estratto dal Quintetto per archi in Mi maggiore, pubblicato nel 1775 come quinto titolo della serie op. 11 costituita da altre cinque partiture analoghe. Composta per due violini, una viola e due violoncelli (Boccherini era anche un talentuoso interprete di quest’ultimo strumento e amava esibirsi per l’Infante di Spagna Luigi Antonio di Borbone), l’opera è formata da quattro movimenti: lo splendente e appassionato ‘Amoroso’, il vivace ‘Allegro e con spirito’, il celeberrimo ‘Minuetto’, con le sue ammalianti cadenze delicatamente sincopate, e l’incantevole ‘Rondò’ conclusivo.

Opere simili