Bilanciando una fortunata carriera tra incisioni e prove soliste con tre decenni nel ruolo di primo flauto dei Berliner Philharmoniker, Emmanuel Pahud ha ottenuto quel tipo di successo che poche figure della classica conoscono. Chiamato a Berlino a 22 anni, quando già si esibiva in tutto il mondo, ha da allora accettato la sfida di ampliare il repertorio per il proprio strumento, lavorando con compositori del calibro di Elliot Carter e Marc-André Dalbavie o affrontando lavori quali il Concerto per flauto di Krzysztof Penderecki, incluso in Dreamtime, album pubblicato dal musicista nel 2019. Scritta nel 1992 per il grande Jean-Pierre Rampal, la partitura è qui abbinata con un deliberato effetto di piacevole contrasto al dolce romanticismo del concerto di Karl Reinecke del 1908. Ad ampliare ulteriormente il respiro dell’album, la conclusione affidata alla tipica vena atmosferica di un brano firmato da Toro Takemitsu.